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Un banco di pesci serra nuota sopra un fondale di ghiaia e conchiglie; in primo piano, un grande esemplare di profilo verso destra: dorso grigio-verde, fianchi argentati, occhio giallo, grande bocca con la mascella inferiore sporgente, pinne pettorali giallastre e coda larga e forcuta.

Il pesce serra

Pomatomus saltatrix

Animale

Il pesce serra è un cacciatore d'altura delle Azzorre, lungo 60 centimetri e con denti taglienti, che attacca in banco i piccoli pesci. Classificato vulnerabile, passa nella corrente di Ambrósio e della Baixa do Sul da giugno a ottobre: guardalo passare, senza immischiarti.

Dove immergersi per vedere il pesce serra?

Come si riconosce il pesce serra?

Il pesce serra, o pomatomo, bluefish per gli anglofoni, è l'unico rappresentante della famiglia dei pomatomidi. Somiglia a una spigola: un corpo ben proporzionato, grigio blu-verde sul dorso che sfuma fino al bianco sui fianchi e sul ventre, una coda larga e forcuta, una prima dorsale spinosa che si ripiega in una scanalatura, come le pettorali. Ciò che lo distingue è la bocca: una mascella potente e, su ogni mascella, una sola fila di denti uguali, taglienti come lame. Misura di solito da 30 a 60 centimetri e arriva a 1,30 metri; il record di pesca è di 14,4 chili, catturato al largo di Hatteras, nella Carolina del Nord.

Il pesce serra in immagini

Un pesce serra di profilo su fondo nero, con la testa a sinistra: dorso verde-blu iridescente che sfuma nell'argento sui fianchi, occhio grande, mascella inferiore sporgente, prima pinna dorsale corta e spinosa seguita da una seconda più lunga, coda forcuta scura.
Primo piano della bocca aperta di un pesce serra morto ed essiccato: su ogni mascella, una sola fila di denti triangolari, appuntiti e regolari.

Come vive il pesce serra?

Vive nelle acque temperate e subtropicali di tutto il mondo, Atlantico, Oceano Indiano e Pacifico sud-occidentale, ma non nel Pacifico settentrionale né in quello orientale: America orientale, Africa, Mediterraneo, Mar Nero e Mar di Marmara, Sud-est asiatico, Australia, dove lo chiamano tailor. Pelagico, percorre la piattaforma continentale, dalla superficie a 200 metri, e ama le acque agitate delle spiagge battute dalla risacca e dei capi rocciosi; entra anche negli estuari e nelle acque salmastre. Vive in gruppi sparsi e migra in banchi, verso le acque calde d'inverno e verso quelle fresche d'estate. Nuotatore veloce, caccia in banco i pesci foraggio, sardine, acciughe e sugarelli, oltre a gamberi e calamari, e continua ad attaccare in una frenesia alimentare anche quando è sazio; è cannibale e mangia i propri piccoli. Si riproduce in primavera e in estate, con deposizioni successive da 400.000 a 2 milioni di uova.

Dove e quando vedere il pesce serra alle Azzorre?

Entrambi i nostri spot sono alle Azzorre, e lì il pesce serra segue la stagione dei pelagici. Ad Ambrósio, al largo di Santa Maria, i banchi passano nella corrente soprattutto da luglio a settembre, con incontri possibili a giugno e a ottobre. Alla Baixa do Sul, tra Pico e Faial, è in banco con gli altri pelagici da giugno a ottobre, a volte già da aprile e fino a novembre. Per vederlo tieniti alla roccia, di fronte alla corrente, dove passa tutto.

Il pesce serra morde, ed è minacciato?

Il pesce serra ha morso seriamente pescatori che lo staccavano dall'amo, e nuotare o camminare in acqua in mezzo a un banco a caccia è pericoloso: nel luglio 2006 una bambina di sette anni è stata morsa vicino ad Alicante, in Spagna. In immersione il banco passa al largo della roccia e non si interessa ai sub: tieni le mani a posto e non immischiarti in una caccia. La specie è classificata vulnerabile dall'IUCN dal 2014.

Il nostro consiglio

Alle Azzorre il banco arriva nella corrente con gli altri pelagici: aggrappati alla roccia, resta con il gruppo e guardalo passare. Non tendere mai la mano verso un pesce serra e non nuotare in mezzo a un banco a caccia: i suoi denti tagliano di netto. Da giugno a ottobre, la stagione dei pelagici, hai le probabilità migliori.

Crediti delle immagini

Foto con licenza libera, attribuite al loro autore; il link porta alla fonte.