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Un grongo disteso su un fondo di alghe, con la testa verso destra: pelle liscia grigio-azzurra senza squame, grande occhio cerchiato d'argento, testa conica con la mascella superiore che supera l'inferiore, qualche puntino bianco lungo il fianco.

Il grongo

Conger conger

Animale

Il grongo è l'anguilla di mare dei relitti e delle rocce, grigio scuro, fino a 3 metri e 110 chili, l'anguilla più pesante del mondo. Passa il giorno in una tana, con la testa fuori, e caccia di notte. Lo trovi tutto l'anno sul relitto del Liban, sul Rubis e nella parete della Gabinière.

Dove immergersi per vedere il grongo?

Come si riconosce il grongo?

Il grongo comune, chiamato anche anguilla di mare, è un pesce anguilliforme della famiglia dei Congridi, e l'anguilla più pesante del mondo. Il corpo è molto allungato, senza squame, da grigio-azzurro a nerastro sul dorso, bianco sul ventre, con una linea di puntini bianchi che corre lungo il fianco. La testa è quasi conica, un po' appiattita, e la mascella superiore supera l'inferiore; i denti, conici, sono disposti in file sulle mascelle. Ha pettorali ben sviluppate, nessuna pinna ventrale, e la dorsale e l'anale, lunghe, si uniscono dietro senza una caudale distinta. Gli adulti misurano il più delle volte 1 metro i maschi e 1,50 metri le femmine; i più grandi raggiungono 3 metri e 110 chili. Rispetto alla murena, lo riconosci dalla testa conica, dalle pettorali e dalla livrea uniforme.

Il grongo in immagini

Un grongo eretto in una spaccatura tappezzata di alghe rosse e spugne, con la testa verso l'alto: pelle liscia grigio-bruna senza squame, grande occhio cerchiato di rame, labbro superiore spesso, lunga pinna pettorale grigia e fila di puntini bianchi lungo il fianco.
In una tana di roccia tappezzata di alghe rosse, due teste affiancate: a sinistra una murena bruno scuro, con la bocca aperta e un piccolo occhio cerchiato d'arancione; a destra un grongo bruno, con un grande occhio rotondo e un lungo muso conico.
In un relitto, la grossa testa grigia di un grongo, vista di fronte, sporge da un foro a destra, con le labbra spesse e la bocca chiusa; davanti a lui diversi gamberi striati di bruno camminano sul sedimento e un granchio sta nell'ombra.

Come vive il grongo?

Vive dalla Norvegia e dall'Islanda al Senegal, nel Mare del Nord, nel Mediterraneo e nel Mar Nero, sui fondali rocciosi e sabbiosi della piattaforma continentale, dalla zona di marea fino a 500 metri e oltre. Da giovane resta vicino alla costa; da adulto raggiunge acque più profonde. Di giorno sta in una tana di roccia o di relitto, con la testa all'ingresso; di notte esce a caccia, predatore vorace di pesci, cefalopodi e crostacei, che non disdegna i pesci morti. La sua riproduzione è unica: tra i 5 e i 15 anni, quando raggiunge circa 1,20 metri il maschio e 2 metri la femmina, il suo corpo si trasforma e il grongo parte per riprodursi tra le Azzorre e Gibilterra, a 3.000 o 4.000 metri di profondità; lì la femmina depone da 3 a 8 milioni di uova, ed entrambi i sessi muoiono dopo la deposizione. Le larve risalgono verso le acque costiere prima di crescere.

Dove e quando vedere il grongo?

I relitti del Mediterraneo sono i suoi posti migliori e lì c'è tutto l'anno. Sul relitto del Liban, al largo di Marsiglia, occupa gli angoli della sala macchine e delle caldaie; sul relitto del Rubis, a Cavalaire, lo trovi nelle aperture della torretta e dello scafo. Alla Gabinière, nel parco nazionale di Port-Cros, divide le tane della parete con le murene mediterranee. Alle Azzorre, agli isolotti di Madalena, al largo di Pico, si nasconde nelle fessure del tufo vulcanico, in compagnia delle murene nere e brune. Si cerca con la torcia: una testa grigia all'ingresso di una tana, l'occhio rotondo, e il corpo che si intuisce nell'ombra.

Il grongo è pericoloso?

Il grongo non attacca il sub: gli incidenti sono rarissimi e rispondono a un disturbo, una mano nella sua tana, un animale ferito o nutrito. Ma le sue mascelle sono potenti, il morso va in profondità, e i pescatori che lo slamano a volte ci rimettono un dito; un individuo grande, nello spazio ristretto di un corridoio, impone anche di mantenere le distanze. La specie è classificata a minor preoccupazione dall'IUCN; in Francia la taglia minima di cattura è fissata a 60 centimetri.

Il nostro consiglio

Cercalo con la torcia nelle aperture dei relitti, con la testa fuori, e resta a distanza di braccio: non esce per te. Nessuna mano in una tana, niente cibo: i morsi, rari, rispondono a una provocazione e vanno in profondità. Un individuo grosso si guarda di fronte, senza spintoni nel corridoio.

Crediti delle immagini

Foto con licenza libera, attribuite al loro autore; il link porta alla fonte.